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LEONARDO CARRASSI INTERVISTA NICOLA PREVITI

L. Lavorare in teatri che nulla hanno da invidiare alle strutture di Las Vegas con un team che può raggiungere le 15 persone coinvolte nella macchina dello show. Soddisfazioni economiche e professionali, e un pubblico sempre propenso alla magia. Quali sono i pro e i contro di questo lavoro a bordo di moderne navi da crociera?

N. Innanzi tutto voglio ringraziare Leonardo per l’intervista, lo conosco da poco più di 4 anni e lo considero un grande amico e collega che stimo profondamente. E’ un grande onore essergli amico e lo dico davvero in maniera sincera.

Rispondere a questa prima domanda, non sarà semplice, ma ritengo doveroso che venga spiegato nel dettaglio cosa significa lavorare a bordo di una nave da crociera.

Era un mondo sconosciuto anche a me, fino a quando non ne ho parlato la prima volta con il Mago Kabul, quando era ancora in vita (2010). Ho cominciato ad esibirmi per le navi nel 2013, grazie a Cripton che mi ha offerto un contratto strepitoso. Non potevo partire in maniera migliore, infatti ho avuto l’onore di esibirmi a bordo di una delle navi da crociera più lussuose al mondo la Paul Gauguin, una piccola nave che può trasportare al massimo 332 ospiti e che conta circa 300 membri di equipaggio. Una delle poche realtà dove il rapporto membri di equipaggio, ospiti è di 1 a 1. Una crociera a bordo di questa nave può costare anche 39.000 dollari a testa. Naviga nelle acque della Polinesia Francese esattamente a 12 ore di fuso orario rispetto all’Italia, è proprio il caso di dire dall’altra parte del mondo, per arrivare ci vogliono 30 ore di volo, cambiando 3 aerei. Questa compagnia punta tutto sul lusso estremo, con degli itinerari pazzeschi, infatti grazie a questa esperienza ho potuto ri-visitare (perché vi ero già stato in viaggio di nozze) posti da sogno e che poche persone possono permettersi di visitare, naviga infatti come dicevo tra le isole della società Bora Bora, Morea, Taha, le isole Marchesi Fatu Hiva, Hiva Oa, Ua Huka, Nuku Hiva e le Isole Cook Aitutaki, Rarotonga, praticamente in paradiso. Ovviamente potrete capire che oltre all’itinerario da sogno, anche tutto il resto è al top sia come sistemazione alberghiera, sia come cibo, sia come divertimento. Posso considerarmi fortunato perché cominciare a lavorare a bordo di una nave così bella è stato davvero uno spasso, anche perché il trattamento che ho ricevuto era quello di guest. Avevo accesso a tutti i servizi per gli ospiti, dalla palestra, alle piscine, ai ristoranti, al centro benessere, ma oltre a questo avevo una cabina con balcone all’ottavo ponte e potevo chiedere di fare colazione, pranzare o cenare in cabina a qualsiasi ora, anche nel bel mezzo della notte. Ma oltre a tutto questo avevo tutte le bevande incluse (anche lo champagne), e le escursioni nelle isole, insomma il top.

Lavoravo ogni 7 giorni con due spettacoli di magia generale diversi, della durata di 50 minuti, di fronte ad un pubblico prevalentemente americano, anche se spesso erano presenti diversi francesi, e qualche altra nazionalità, ma nel complesso un pubblico straordinario, un pubblico predisposto a godersi lo show serale presso il teatro, un pubblico molto prestigioso, ho avuto infatti l’onore di aver seduti in prima fila e quindi di esibirmi di fronte al Premio Nobel per la Pace, al Presidente di Bank of New York, e a degli industriali e altre personalità di spicco. Lo spettacolo che eseguivo era strutturato affinché tutto il materiale potesse essere trasportato in valigia, (e che non pesasse più di 23 kg.) un’impresa difficile, fino a poco tempo prima esibendomi solo a terra, e viaggiando con un furgone, non mi ero mai posto questo limite. Altro problema che ho incontrato è stata la lingua, come dicevo gli ospiti erano prevalentemente americani, particolarmente facoltosi, ma non mancavano altri ospiti provenienti da tutto il mondo, quindi ho dovuto pensare ad uno show molto visuale.

La mia fortuna è stata quella di avere ottimi amici e consulenti magici, attorno a me che mi hanno sempre consigliato bene, e grazie anche a loro, sono riuscito a confezionare uno spettacolo che piaceva molto perché era un mix di magia generale, magia comedy, e avevo inserito anche un tocco di poesia, che rendeva tutto molto equilibrato ed armonico. Il teatro riusciva ad accogliere tutti gli ospiti, era una piccola bomboniera, e si riusciva ad avere un buon contatto con il pubblico, non vi nascondo che ero molto preoccupato per la buona riuscita degli spettacoli, ed invece ho avuto la conferma che lavorare per un pubblico americano è una delle esperienze più belle e che ricordo con piacere. Verso la fine del 2013 Martin (un fratello per me) mi ha offerto un altro contratto, poter salire a bordo delle navi dell’unica compagnia di navigazione battente bandiera italiana, Costa Crociere. Mi sono messo subito a lavoro, e la preparazione è durata circa 8 mesi…e così è partita un’altra entusiasmante esperienza. Le navi di Costa Crociere sono diverse, sono delle vere città galleggianti possono trasportare quasi 5000 ospiti e contano circa 1200 persone di equipaggio. Ho avuto la fortuna di imbarcare sulla Fascinosa, una nave molto molto bella, molto recente come costruzione 2012, aveva appena un anno quando sono imbarcato; mi sono esibito a bordo di questa nave fino ad ottobre del 2016, circa tre anni di contratti, rinnovati di volta in volta. A bordo di questa nave ci sono 5 ristoranti diversi, 14 bar, un cinema, 4 piscine, un campo per giocare a pallacanestro, un centro benessere enorme, una palestra, un’infinità di attrazioni. Una tipologia di nave pensata per un pubblico di massa, una nave pensata per la vacanza della famiglia. Un pubblico prevalentemente europeo (quando le navi sono posizionate nel mediterraneo), con forte prevalenza di Italiani, e Spagnoli, ma non mancano tedeschi, francesi, portoghesi ecc,.

A bordo di questa nave mi esibivo ogni 7 giorni, all’interno del teatro Bell’Ami (con una capacità di circa 1500 spettatori, strutturato su tre ponti), con uno show pazzesco, Metamorphosis, prodotto appunto da Martin, uno spettacolo della durata di 45 minuti di grandi illusioni che dovevo ripetere due volte nella stessa sera affinché tutti gli ospiti a bordo potessero assistere.

Un teatro che dispone di ogni tecnologia, maxischermo centrale, maxischermi laterali per permettere alle persone sedute nelle ultime file di seguire comunque lo show, un sipario principale ed un sipario secondario, due fondali, un fondale con la fibra ottica, un fondale con uno maxi schermo a led enorme da far invidia a qualsiasi concerto, 4 quinte per ogni lato, il palcoscenico che può ruotare, ed alzarsi o abbassarsi a blocchi, così da realizzare per esempio delle scalinate, un parco luci da fare invidia a qualsiasi teatro stabile esistente in Italia, laser, scanner, teste mobili, macchine per il fumo basso, per la nebbia, per la neve e poi un impianto audio incredibile, camerini con ogni confort, un back stage enorme dove poter sistemare tutta le grandi illusioni in ordine, ciò non bastasse sono presenti, 4 regie distinte, che tramite interfono comunicano costantemente tra loro , la regia audio al centro sala, la regia video che si occupa di tutti i contributi visivi sugli schermi e di riprendere live lo spettacolo con 4 telecamere disposte su diverse angolazioni, una regia luci e infine una regia per la movimentazione di tutte le scenografie poste nel palcoscenico e di tutte le attrezzature magiche, a gestire tutto questo ben di dio, 15 tecnici. Un tecnico alla regia audio, un tecnico alla regia luci, due tecnici per gli occhi di bue, un tecnico alla regia video, uno alle volte due operatori alle telecamere, 4 tecnici sul palcoscenico, un direttore di palcoscenico, un capo tecnico che coordina tutti questi professionisti, a questo team si aggiungono poi 3 meravigliose ballerine con il ruolo di assistenti, una di queste è la mia incantevole e bravissima moglie Francesca, lei non è la classica assistente che si fa tagliare a pezzi, ho cercato di valorizzare la sua presenza e posso dire che lei è una vera e propria compagna di avventura…

Comprenderete che lavorare all’interno di questo contesto, con le migliori tecnologie oggi presenti sul mercato e con dei veri professionisti è una delle cose più belle che possa capitare, perché l’artista deve solo pensare ad andare in scena, non ha altri pensieri. Inoltre tutto ciò offre il vantaggio che dopo pochi giorni, lo spettacolo è subito rodato, perché ogni persona sa esattamente cosa deve fare, e in quale momento e diventa una macchina perfetta. Questo mi ha permesso di studiare nel dettaglio ogni movimento nel palcoscenico, di capire cosa piace al pubblico e cosa non piace, ed oggi ogni volta che vado in scena alla fine di ogni spettacolo ricevo una fragorosa standing ovation, davvero una grande soddisfazione ogni volta che vedo la stessa scena, 1500 persone che di botto si alzano in piedi…questo successo è merito sicuramente mio, ma anche del produttore Maurizio Di Martino e di una squadra affiatata.

Lavorare a bordo delle navi da crociera oltre che darti un contesto straordinario dove esibirsi, offre un ottimo compenso economico, e ti permette di essere a contatto con tantissime culture diverse, infatti come dicevo i 1200 membri di equipaggio spesso provengono da oltre 60 paesi nel mondo, e questo ti permette di conoscere le diverse tradizioni culturali, religiose, culinarie, e non solo, e ovviamente è un arricchimento personale incredibile.

Lavorare in nave ti permette inoltre di visitare e conoscere a fondo luoghi magnifici, posso dire di aver visto una buona parte di mondo, Spagna, Francia, Marocco, Tunisia, Grecia, Malta, Brasile, Argentina, Uruguay, Polinesia Francese, Cina, Giappone, Corea.

Ma come in tutte le cose belle vi sono alcuni risvolti della medaglia. In primis la lontananza da casa, le tue comodità, il tuo bagno, il tuo divano, il tuo letto, ecco tutto questo in nave non esiste, ti devi abituare a vivere in una cabina che se ti va bene è con balcone, se ti va male è una cabina interna…inoltre la lontananza dai tuoi cari è un’altra dura prova a cui si è sottoposti; spesso diventa un sentimento che spacca il cuore, è vero a bordo sei pieno di colleghi, con cui scherzi, giochi, pranzi e ceni assieme, ma un parente è insostituibile. Ovviamente verranno a mancare tutte le relazioni con gli amici a terra. Infine lavorare a bordo, richiede una disciplina rigorosa, devi essere cordiale sempre con tutti, in particolare con gli ospiti, ma anche con gli altri membri di equipaggio, ci sono degli orari da rispettare per pranzo e cena, aggiungerei che dopo un mese di permanenza a bordo la nave comincia a diventare scomoda, dopo due mesi diventa stretta, dopo tre mesi la vivi come un carcere, perché se pure è tutto bello luccicante e con i brillantini, diventa una costrizione.

L. Illuminotecnica, suono e movimentazioni di palco. Il lavoro di un illusionista non si riduce allo spettacolo. Cosa ha imparato Nicola e cosa un illusionista deve conoscere per offrire uno spettacolo teatrale di qualità?

N. Devo dire sinceramente che molte cose le conoscevo già prima di imbarcare, proprio perché lavoravo comunque anche a terra, diciamo che durante questi anni di lavoro a bordo delle navi da crociera, ho avuto la possibilità e la fortuna di apprendere nozioni di illuminotecnica che fino a prima non conoscevo, ho capito come utilizzare la luce per enfatizzare un effetto, come far si che lo show venga descritto anche dalla luce, come introdurre una grande illusione con una giusta atmosfera, come marcare un effetto, come enfatizzare un finale, ho capito quanto potente può essere un black out per richiamare una standing ovation, ho appreso una terminologia tecnica che prima non avevo; ma non solo, ho avuto modo di apprendere nozioni di montaggio video, per esempio come rendere piacevole un video promo, con dei tagli dei fotogrammi azzeccati, ho avuto modo di apprendere nozioni di audio tecnica e come montare una traccia audio e come selezionare il brano adatto per ogni effetto magico. Ho imparato tantissime cose, molte delle quali mi sono state regalate da Martin, molte altre le ho apprese sulla mia pelle; per esempio ho imparato a muovermi con estrema sicurezza su di un palcoscenico, ho eliminato tutti i movimenti goffi; credo convintamente che solo lavorando in un contesto professionale simile a quello delle navi uno possa, crescere esponenzialmente, in fondo è ovvio, lavorando a stretto contatto con dei professionisti del settore ogni giorno, è naturale che apprendi molte cose; io sono conscio però, che devo impararne ancora tantissime.

Io poi sono un sostenitore di coloro i quali dicono che fare il mago è uno dei mestieri più affascinanti, proprio perché ogni mago deve saperne di meccanica, di fisica, di chimica, di elettronica, di elettrotecnica, di danza, di musica, di luci, il mago è l’unico artista che deve conoscere più discipline contemporaneamente, la Magia è la regina delle arti.

L. Gli artisti Italiani all’estero hanno spesso un grande fascino per il pubblico? Perché a tuo parere godiamo di tanto consenso ovunque?

N. In questo momento mi trovo in Asia a bordo di Costa Atlantica, ed il pubblico è totalmente Cinese, ho quindi la possibilità di affermare con assoluta certezza che quello che ti dico è la verità.

Il pubblico straniero è affascinato dal marchio Italia perché rappresenta l’eccellenza di moltissimi settori: dalla moda italiana (basta pensare a Gucci, Dolce e Gabbana, Valentino, Versace, ecc); dalla musica classica ma soprattutto lirica italiana (ne cito alcuni, Antonio Vivaldi, Giuseppe Verdi, Luciano Pavarotti, Gioacchino Rossini, Morricone); Architettura; Arredamento e Design; Cinema (Totò, Federico Fellini, Sofia Loren, Roberto Benigni); Meccanica (Vespa, Cinquecento, Ferrari, Maserati, Ducati, abbiamo inventato anche l’Aliscafo); Economia (abbiamo inventato la partita doppia, abbiamo avuto la prima Banca); siamo stati i primi esploratori (Marco Polo, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci); abbiamo inventato il telefono, la radio, il termometro, il telescopio, la batteria (Antonio Meucci, Guglielmo Marconi, Galileo Galilei, Alessandro Volta); abbiamo avuto Dante che ha scritto la Divina Commedia; Leonardo da Vinci ha inventato la bicicletta, il paracadute, l’elicottero; esportiamo in tutto il mondo il Marmo di Carrara, il Vetro di Burano, le ceramiche di Sassuolo, il prosciutto di Parma, il Parmigiano, il Barolo, il Prosecco, la Pizza, gli Spaghetti, il Gelato, il Tiramisù, la Nutella; ovviamente poi noi italiani abbiamo la fortuna di vivere nel paese più famoso in merito a cultura e città artistiche (Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Milano, Torino ecc) e grazie ad artisti come Giotto, Michelangelo e moltissimi altri abbiamo un patrimonio artistico che tutto il mondo ci invidia.

Ecco credo che questa eredità ci venga riconosciuta perché siamo stati sempre i primi in moltissimi campi… (dico non a caso siamo stati, perché purtroppo da ormai parecchi anni non lo siamo più).

Al pubblico straniero piace molto ed è affascinato dal nostro modo di essere e di gesticolare. Agli americani piace poi l’accento italiano quando noi parliamo inglese, spesso ho chiesto come fosse il livello del mio inglese e lo definivano buono ma appunto con questo accento che definiscono “funny”.

Io quando sono in scena sono vestito in maniera abbastanza casual, ma con un tocco di eleganza non troppo marcato, pantalone affusolato, camicia bianca, e gillet, un bel paio di scarpe e sempre rigorosamente un braccialetto ben evidente. Un paio di elementi semplici che messi assieme so che danno la netta sensazione di gusto ed eleganza, inoltre cerco di usare qualche brano di musica italiana, e accenno qualche gesto e ogni volta ricevo complimenti per tutto questo.

Insomma per rispondere a questa domanda, io dico sempre che noi italiani abbiamo tanti problemi per esempio: la mafia, la corruzione, Berlusconi e Renzi, ma siamo pur sempre figli di Dante, Leonardo, Giotto, e molti altri…

L. Pensandoci a freddo, dov’è il futuro di Nicola Previti, in Italia o all’estero? A terra o in nave?

N. Prima di risponderti a questa che è la classica domanda da un milione di euro, voglio precisare che lavoro a bordo delle navi per scelta, non per necessità, se lo facessi per necessità non avrei lo stesso spirito…

Rispondendo invece alla domanda dico che se sapessi il mio destino credo sarei più triste, perché saprei già la fine del film…non mi piace pensare troppo spesso al mio futuro, cerco di vivere giorno dopo giorno scoprendo un pezzetto alla volta, in fondo e così bello poter fare una passeggiata a piedi e potersi guardare attorno; apprezzi di più quel paesaggio. Certo però che ogni tanto è doveroso fare un punto della situazione per vedere se la bussola segna correttamente la rotta, ecco ho un sogno…lo svelo…??? Vorrei far successo all’estero, a terra. Buona vita magica a tutti. Nicola Previti.

Leo Carrassi intervista Nicola Previti

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